Esiste un rapporto di pregiudizialità tra l’avvio di una Amministrazione di Sostegno (ADS) e il procedimento di divorzio? La risposta arriva puntuale dalla Suprema Corte, che chiarisce i confini tra tutela del soggetto fragile e diritti personalissimi. Con la recente ordinanza n. 30777 del 15.11.2025, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la mera pendenza di un ricorso per ADS, così come l’eventuale incapacità naturale del beneficiario, non incidono sulla sua capacità processuale e non comportano la sospensione del giudizio di scioglimento del matrimonio. Secondo gli Ermellini, infatti, finché non interviene una limitazione formale della capacità di agire da parte del Giudice Tutelare, gli atti compiuti rimangono validi, escludendo qualsiasi effetto retroattivo della nomina sulla domanda di divorzio. Read more “Divorzio e Amministrazione di Sostegno: l’Incapacità Naturale non Sospende il Giudizio”
Impugnazione del riconoscimento
L’ impugnazione del riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio è ammessa per una delle seguenti cause: a) per difetto di veridicità; b) per incapacità dell’autore; c) per violenza. Read more “Impugnazione del riconoscimento”
Revisione delle condizioni di divorzio del beneficiario dell’amministrazione di sostegno
Nel giudizio di revisione delle condizioni di divorzio del beneficiario dell’amministrazione di sostegno, non si verte in ambito di diritti personalissimi, pertanto l’amministratore di sostegno è legittimato processualmente a resistere alla domanda dell’ex coniuge, anche senza l’autorizzazione del giudice tutelare. Read more “Revisione delle condizioni di divorzio del beneficiario dell’amministrazione di sostegno”
Amministrazione di sostegno per chi dona o sperpera con eccessiva facilità
Può trovare applicazione l’istituto dell’ amministrazione di sostegno per chi dona o sperpera con eccessiva facilità. Invero va confermata la misura dell’amministratore di sostegno per il prodigo, ossia per colui che pone in essere un comportamento abituale caratterizzato da larghezza nello spendere, nel regalare o nel rischiare eccessivamente rispetto alle proprie condizioni economiche. La prodigalità configura una causa autonoma di inabilitazione, e quindi dell’applicazione della misura di protezione più flessibile dell’amministratore di sostegno, indipendentemente dal fatto che un simile comportamento derivi o meno da una specifica malattia o da una infermità, di conseguenza anche nel caso in cui si tratti di una precisa scelta di vita, espressione del libero arbitrio dell’individuo, purché sia ricollegabile a motivi futili. Read more “Amministrazione di sostegno per chi dona o sperpera con eccessiva facilità”
Visto di ingresso per ricongiungimento familiare a seguito di matrimonio combinato
Il diniego del visto di ingresso per ricongiungimento familiare a seguito di matrimonio combinato è illegittimo. Infatti il matrimonio combinato, nonostante che il contatto tra i due nubenti avvenga tramite le rispettive famiglie, non esclude che i due vogliono porre le basi per un vero e propri rapporto coniugale. Read more “Visto di ingresso per ricongiungimento familiare a seguito di matrimonio combinato”
Per il malato di Alzheimer la retta della RSA deve essere pagata dal SSN
Per il malato di Alzheimer la retta della RSA deve essere pagata dal SSN. Le residenze sanitarie assistenziali non possono pretendere il pagamento delle rette di ricovero dal degente malato di Alzheimer o dai parenti di quest’ultimo. Infatti la retta grava per l’intero sul Servizio Sanitario Nazionale. Pertanto è nullo l’impegno sottoscritto dal degente o dai suoi familiari a pagare la retta della RSA. Read more “Per il malato di Alzheimer la retta della RSA deve essere pagata dal SSN”
Trasferimento del lavoratore convivente con il familiare disabile
E’ vietato il trasferimento del lavoratore convivente con il familiare disabile anche se la disabilità del familiare che assiste non si configura come grave. Invero la disposizione dell’art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, laddove vieta di trasferire, senza il consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati in funzione della tutela della persona disabile. Read more “Trasferimento del lavoratore convivente con il familiare disabile”
Riconoscimento della cittadinanza allo straniero nato in Italia
Per il riconoscimento della cittadinanza allo straniero nato in Italia occorre aver riguardo alla residenza effettiva del ricorrente dalla nascita secondo i criteri indicati dalla definizione codicistica generale e nella giurisprudenza. Pertanto, il secondo comma dell’art. 4 della legge n. 91 del 1992 che stabilisce “lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzione fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data”, va interpretato nel senso che occorre una residenza in Italia, da un lato, effettiva e non formale e, dall’altro, non in violazione delle norme che regolano l’ingresso, la circolazione e il soggiorno degli stranieri. Read more “Riconoscimento della cittadinanza allo straniero nato in Italia”
Il diritto del disabile ad utilizzare il bancomat
Rappresenta barriera architettonica, che va abbattuta, l’ostacolo alla pratica ed autonoma fruizione, da parte di persone con diminuita o impedita capacità motoria, di un dispositivo bancomat installato da una banca nell’edificio privato, ma aperto al pubblico, in cui ha sede una propria agenzia. Il mancato adeguamento dell’apparecchio tale da consentirne l’utilizzazione da parte della persona diversamente abile, determina una vera e propria discriminazione tutelabile innanzi al Tribunale. Read more “Il diritto del disabile ad utilizzare il bancomat”
Il diritto del nato da parto anonimo di conoscere le proprie origini in caso di madre deceduta
La Corte di Appello di Catania con decreto 13 gennaio 2016 ha affermato il diritto del nato da parto anonimo di conoscere le proprie origini, anche se la madre deceduta, quando era in vita, non aveva revocato la volontà di mantenere l’anonimato. Read more “Il diritto del nato da parto anonimo di conoscere le proprie origini in caso di madre deceduta”