fondo di solidarieta a tutela del coniuge in stato di bisogno

Separazione coniugale e mancato pagamento assegno di mantenimento. Come funziona il fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno

La legge di stabilità 2016 ha istituito in via sperimentale un fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno in caso di mancato versamento dell’assegno di mantenimento da parte dell’altro coniuge. Il fondo a tutela del coniuge in stato di bisogno è gestito dal ministero della Giustizia.

Va premesso innanzitutto che allo stato   l’accesso al fondo è impraticabile, in quanto non sono ancora stati emanati i decreti ministeriali di attuazione, nonostante il decorso del termine previsto dalla legge di stabilità (31 gennaio 2016).

            PRESUPPOSTI PER L’ACCESSO AL FONDO

  • L’esistenza di un provvedimento – emesso in sede di separazione o di modifica delle condizioni di separazione – che dia diritto all’assegno di mantenimento;
  • Mancato pagamento dell’assegno da parte del coniuge obbligato;
  • Il coniuge beneficiario dell’assegno di mantenimento deve vivere insieme ai figli minorenni o maggiorenni portatori di handicap grave;
  • Il coniuge (separato) deve trovarsi in stato di bisogno e non deve essere in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave,

Chiaramente la norma, allo stato, sembra riferirsi al solo coniuge separato in stato di bisogno che non sia in grado di provvedere a sé stesso e ai propri figli minorenni, oltre che maggiorenni disabili.  Pertanto tale disposizione legislativa, pur mirando alla  tutela di soggetti deboli come i minorenni o i portatori di handicap,  è discriminatoria nei confronti dei figli dei divorziati e di quelli nati dalle altre unioni.

            SOGGETTI CHE NON POSSONO ACCEDERE AL FONDO

  1. Il coniuge separato che non ha avuto figli o che non convive con i figli;
  2. Il coniuge separato con figli maggiorenni non disabili;
  3. Il coniuge separato, seppur convivente con i figli minorenni o maggiorenni disabili, non si trova in stato di bisogno;
  4. Il coniuge divorziato;
  5. Il genitore in stato di bisogno che convive dei figli minorenni o maggiorenni disabili nati al di fuori del matrimonio;

 

PROCEDIMENTO

Il coniuge che si trovi nelle condizioni sopra indicate al fine di accedere al fondo di solidarietà e quindi per ottenere l’anticipazione di una somma non superiore all’importo dell’assegno non versato, deve:

  1. Depositare un’istanza nella cancelleria del tribunale ove ha la residenza. L’istanza va presentata in carta semplice ed è esente da contributo unificato;
  • Nell’istanza il coniuge dovrà dimostrare di non avere un reddito per mantenere se e propri figli (allegando dichiarazioni fiscali, ISEE, ecc.). A tal proposito lo stato di bisogno di configura come la mancanza o l’insufficienza di mezzi  idonei per soddisfare le esigenze primarie di vita;
  • Allegare il “provvedimento” (verbale separazione consensuale e omologa, sentenza, accordo di negoziazione assistita) che da diritto all’assegno di mantenimento;
  • Allegare documenti idonei a dimostrare il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento (messa in mora, atto di precetto), saranno i decreti attuativi a chiarire meglio questo aspetto;
  1. Depositata l’istanza, entro 30 giorni il presidente del Tribunale o un giudice da lui delegato, verificata la sussistenza dei presupposti, assumendo, ove occorra, informazioni, dovrà decidere rigettando (con decreto non impugnabile) o dichiarando ammissibile l’istanza;

Se il Presidente o Il Giudice da lui delegato ritiene ammissibile l’istanza, la trasmette al Ministero della Giustizia ai fini della corresponsione delle somme richieste.

Lo stato successivamente agirà nei confronti del coniuge inadempiente per il recupero delle somme corrisposte a tutela dei figli.

Il nuovo istituto come si è già detto troverà attuazione con i decreti ministeriali, i quali dovranno  individuare i tribunali presso i quali avviare la sperimentazione.

Vedi anche  Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno