Segnalazione alla centrale  rischi Crif

Segnalazione alla centrale rischi Crif

La segnalazione alla centrale rischi Crif  del nominativo di un debitore quale cattivo pagatore è legittima ai sensi della disciplina recata dall’art. 12 del d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice della Privacy), solo se l’intermediario fornisce la prova dell’avvenuto adempimento (preventivo) dell’obbligo di preavviso della segnalazione stessa.

Questo è quanto statuito dal Tribunale di Foggia con l’ordinanza del 19.10.2018.

Un debitore proponeva ricorso d’urgenza, contro la banca, diretto ad ottenere la cancellazione della segnalazione alla centrale rischi Crif. Il Giudice della prima fase rigettava il ricorso. Avverto il provvedimento di rigetto veniva proposto reclamo.

Il reclamante sosteneva che il Giudice della prima fase aveva erroneamente ritenuto valida la comunicazione del preavviso ai sensi dell’art. 4 comma 7 codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti approvato dal Garante della Privacy, nonché dell’art. 125 comma 3 TUB in quanto la prova in atti della banca non era sufficiente  a garantire l’effettiva recezione da parte del destinatario.

Il Collegio foggiano ha ritenuto fondato il reclamo.

Innanzitutto va evidenziato, come rilevato dal Collegio, che il correntista ha diritto di ricevere dalla propria banca  gli avvisi della imminente segnalazione alla centrale rischi Crif. Infatti l’art. 125, comma 3, del d.lgs. n. 385/1993 prevede che “i finanziatori informano preventivamente il consumatore la volta che segnalano a una banca dati le informazioni negative previste dalla relativa disciplina. L’informativa è resa unitamente all’invio di solleciti, altre comunicazioni, o in via autonoma”. Mentre l’art. 4 comma 7 del codice di deontologia  di buona condotta per i sistemi informativi, prevede che “la verificarsi di ritardi nei pagamenti, il partecipante, anche unitamente all’invio di solleciti o di altre comunicazioni, avverte l’interessato circa l’imminente registrazione dei dati in uno o più sistemi di informazioni creditizie”. Si tratta di un informativa obbligatoria preventiva, che è finalizzata  a consentire al cliente di approntare i possibili rimedi per il pagamento della propria obbligazione.

Pertanto nel momento in cui il finanziatore omette di inviare la suddetta documentazione o non dovesse rispettare il termine di preavviso fissato in 15 giorni, la segnalazione alla centrale rischi Crif sarebbe illegittima e, conseguente, andrebbe cancellata.

Nel caso di cui si va discorrendo la prima segnalazione alla centrale rischi Crif è risultata, dalla visura estratta dal Crif, antecedente alla missiva di preavviso. Pertanto è risultato documentalmente provato che la  segnalazione alla centrale  rischi Crif ha preceduto e non seguito la prescritta comunicazione con la conseguenza che il debitore non è stato messo nelle condizioni di regolarizzare i pagamenti ed evitare l’iscrizione del proprio nominativo nel circuito dei soggetti economicamente non affidabili.

Pertanto, il Collegio ha desunto dalla mancata comunicazione del preavviso di  segnalazione alla centrale  rischi Crif, illegittimità della stessa e la sussistenza del fumus quale presupposto per l’accoglimento del ricorso d’urgenza.

Con riferimento al periculum, quale altro presupposto per l’accoglimento de ricorso, il Collegio lo ha ritenuto sussistente, in quanto il correntista ha dedotto e documentato di essere titolare di partita IVA e di essere intestatario di una ditta individuale.

Invero, se lo scopo tipico della segnalazione alla centrale rischi Crif è quello di rendere edotte le banche sull’identità dei soggetti inaffidabili, sarà inevitabile che il soggetto, una volta che la segnalazione è avvenuta, non potrà più accedere al credito con conseguente pregiudizio che assume il carattere della irreparabilità nel caso di necessità di accedere ai finanziamenti per l’esercizio della propria attività imprenditoriale.

Sulla base di queste considerazioni il Collegio, nel caso di specie, ha ritenuto sussistente il pericolum in quanto il debitore aveva ricevuto un diniego da una finanziaria.   Infatti tale presupposto non può essere escluso per il tempo trascorso dalla segnalazione alla centrale rischi Crif, visto che il danno può effettivamente verificarsi in un momento successivo al compimento della segnalazione illegittima, ogni qualvolta il soggetto colpito dalla segnalazione alla centrale rischi Crif si dovesse trovare in concreto nella necessità di ricorrere nuovamente al mercato del credito.

Pertanto in riforma all’ordinanza impugnata, il Tribunale in composizione collegiale, ha dichiarato la illegittimità della  segnalazione alla centrale  rischi Crif e conseguentemente ordinato la cancellazione del nominativo del reclamante dalla centrale Crif.