Risarcimento del danno del terzo trasportato

Risarcimento del danno del terzo trasportato

Il risarcimento del danno del terzo trasportato deve essere integrale, a tal fine è sufficiente che  venga fatta valere la  qualità di trasportato e lo stesso non sia anche proprietario dell’auto. In tal caso può pretendere, a propria scelta, il risarcimento integrale tanto al conducente del mezzo su cui viaggiava, sia nei confronti di quello del veicolo antagonista, sia nei confronti di entrambi. Nessuno di essi qualora chiamato a risarcire il danno può far valere la diversità di colpe nella causazione dell’incidente o la diversa efficienza causale di esse.

Questo è quanto affermato dalla Corte di Cassazione, Sez.VI, con l’ordinanza n. 16143 del 17.06.2019.

La vicenda riguarda un incidente tra un’auto e un autocarro che vedeva coinvolto anche dei terzi trasporti. A seguito dell’’iniziativa del conducente e dei terzi trasportati, che agivano tutti con il medesimo atto e rappresentati dal medesimo difensore, il tribunale di primo grado condannava il conducente antagonista e la relativa assicurazione al risarcire il danno subito dai primi decurtato del 70 % in ragione della diversa percentuale di responsabilità (il 70 % in capo al  conducente dell’auto e del 30% in capo a quello dell’autocarro). La Corte di Appello confermava la sentenza di prime cure.

La Corte di Cassazione investita della questione ha confermato la decisione impugnata, escludendo l’integrale risarcimento del danno del terzo trasportato, in quanto l’atto introduttivo del giudizio era caratterizzato da richieste unitarie del conducente e dei terzi trasportati dell’auto senza alcuna distinzione tra le posizioni degli stessi ed era rivolto solo a far affermare la responsabilità esclusiva del sinistro in capo al conducente dell’autocarro. In particolare i passeggeri, agendo con il ministero dello stesso difensore del conducente dell’auto, agivano  senza che fosse fatta valere la loro qualità di trasportati per ottenere l’integrale risarcimento dei danni ex art. 2055 c.c.

Per gli ermellini il risarcimento del danno del terzo trasportato deve essere integrale, come ritenuta da pacifica giurisprudenza sul punto, purché lo stesso non sia anche proprietario dell’autoveicolo.

Invero  il passeggero di un veicolo che abbia patito un danni in conseguenza di un incidente ascrivibile tanto al conducente del mezzo sul quale lo stesso viaggiava, sia al conducente del veicolo antagonista, può reclamare l’integrale risarcimento da uno qualsiasi dei due corresponsabili (e dalle rispettive assicurazioni), in virtù del principio di cui all’art. 2055 c.c., senza che l’uno o l’altro possa far valere la diversità delle rispettive colpe nella causazione dell’incidente o la diversa efficienza causale di esse.

Affinché il risarcimento venga richiesto in modo corretto è necessario che venga spesa la qualità di terzo trasportato, sia che si agisca nei confronti del conducente del veicolo vettore, sia che si agisca nei confronti del conducente del mezzo antagonista, sia che si agisca nei confronti di entrambi. In altre parole il risarcimento del danno del terzo trasportato per essere integrale pretende che il danneggiato debba indicare che proprio in qualità di trasportato ha il diritto preteso che può vantare, a sua scelta, nei confronti dei ciascuno dei responsabili del sinistro.