Revoca del contratto istitutivo del family trust

Revoca del contratto istitutivo del family trust

Il creditore può agire per ottenere la revoca del contratto istitutivo del family trust, ove ricorrono i presupposti dell’azione revocatoria ordinaria. Il family trust è atto di disposizione patrimoniale, con il quale si attua una vera e propria separazione tra il patrimonio del “fondatore” (che ne detta anche le regole) e i beni conferiti al fondo. E’ diretto, attraverso la gestione dei beni stessi,  a produrre  redditi destinati al soddisfacimento delle esigenze di vita dei beneficiari, anche attraverso la vendita dei beni stessi. Pertanto il creditore può ottenere la revoca del contratto istitutivo del family trust  come accade per il fondo patrimoniale, al quale è assimilabile  per l’ovvia ragione che entrambi mirano alla stessa finalità e comportano lo stesso ridimensionamento della garanzia patrimoniale riconosciuta ai creditore del “fondatore”; i quali non  possono soddisfarsi sui beni conferiti, né possono iscrivere ipoteca. Di talché il creditore può agire per la revoca del contratto istitutivo del family trust al pari del fondo patrimoniale, ogni volta   che esso riduce la garanzia spettante ai creditori.

Questo è quanto affermato dal Tribunale di Mantova con la sentenza 140 del 19.02.2018.

La vicenda riguarda un padre di famiglia, amministratore e fideiussore di una società a responsabilità limitata, che dopo aver ricevuto la notifica del  decreto ingiuntivo del tribunale, al fine di proteggere i propri beni,  istituiva un family trust. Lo scopo perseguito era quello di soddisfare le esigenze dei beneficiari del trust, garantendo loro il   mantenimento  di un certo   tenore di vita, cura e assistenza personale e medica.

Con atto di citazione la banca conveniva in giudizio il fondatore e gli altri beneficiari del family trust, al fine di ottenere la revoca del contratto istitutivo del family trust nei suoi confronti.

Il Tribunale in accoglimento della richiesta della banca ha dichiarato l’inefficacia del  contratto istitutivo del family trust.

Invero per il giudice il trust quale atto di disposizione del patrimonio lede il diritto dei creditori a non veder diminuita la garanzia ex art. 2740 c.c. Il trust, infatti, destinando i beni “conferiti” al perseguimento di uno scopo specifico da luogo ad una equivalente diminuzione della garanzia generica riconosciuta ai creditori personali del disponete sulla base della  norma appena richiamata, non potendo i primi soddisfarsi sui beni del  trust né iscrivere ipoteca sugli stessi.

Nel caso di cui si va discorrendo il giudice ha ritenuto che esistessero tutti i presupposti per la revoca del  contratto istitutivo del family trust.

Segnatamente, la banca aveva dato la prova che:

  • il creditore era sorto precedentemente la costituzione del trust. In particolare che il “fondatore” del trust aveva acquistato la qualità di debitore (fideiussore) della banca al momento della nascita del credito, quindi in data anteriore all’istituzione del family trust;
  • Quanto all’altro requisito (eventus damni), è emerso  che il “fondatore” del trust aveva conferito in quest’ultimo tutto il proprio patrimonio immobiliare. Quindi il fondatore debitore non aveva neppure la possibilità di paralizzare l’azione revocatoria dando la prova dell’esistenza nel proprio patrimonio di altri beni sufficienti a soddisfare ampiamente le ragioni creditorie;
  • Con riferimento all’ultimo requisito (scientia damni), sottolineato che l’atto istitutivo del trust è atto a titolo gratuito e nel caso di specie è atto posteriore al sorgere del credito, il giudicante ha rammentato come, per ritenere sussistente tale requisito, non è richiesta una specifica intenzione di nuocere ai creditori, bastando la consapevolezza del debitore di variare  quantitativamente o qualitativamente la consistenza del proprio patrimonio attraverso l’atto dispositivo. Pertanto ha ritenuto acquisita la prova della scientia damni sulla base di presunzioni semplici. Infatti, nel caso di cui si discorre, il “fondatore” del trust era anche amministratore della società a responsabilità limitata di cui era fideiussore e, quindi,per il giudice è risultato evidente che lo stesso fosse a piena conoscenza della situazione economica finanziaria che poi aveva portato la società al fallimento.

Per tali motivi il tribunale ha disposto la revoca del contratto istitutivo del family trust, più propriamente ha  dichiarato l’atto istitutivo del trust  inefficace nei confronti della banca.

Tribunale di Mantova,  sentenza 140 del 19.02.2018, in Il Caso, Sez. Giurisprudenza, 19404 – pubb. 28/03/2018