Ordine da seguire nella riduzione delle disposizioni

Ordine da seguire nella riduzione delle disposizioni

L’ ordine da seguire nella riduzione delle disposizioni lesive è obbligatorio e non derogabile: al legittimario di far gravare l’onere della riduzione in modo diverso da quanto sancito dagli artt. 555, 558 e 559 c.c..

Segnatamente se l’ ordine da seguire nella riduzione delle disposizioni è il seguente: se il de cuius ha fatto più donazioni o disposizioni testamentarie, in primis sono soggette a riduzione, fino a consumazione dei beni che ne formano oggetto, le disposizioni testamentarie; dopo di che si passa alle donazioni (art. 555, comma 2, c.c.). Se le disposizioni testamentarie sono più di una la loro riduzione avviene proporzionalmente senza distinguere fra eredi e legatari (art. 558 c.c.). In caso di più donazioni queste non si riducono proporzionalmente, come le disposizioni testamentarie (art. 558 c.c.), ma «cominciando dall’ultima e risalendo via via alle anteriori» (art. 559). Le donazioni contestuali, per le quali è impossibile determinare quale di esse sia anteriore rispetto alle altre, vanno ridotte in proporzione al loro valore come le disposizioni testamentarie.

Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 35461 del 2 dicembre 2022.

La vicenda

Un uomo deceduto lasciano la moglie e le due figlie. Di conseguenza si apriva la successione testamentaria. Una delle figlie conveniva l’altra dinnanzi al Tribunale capitolino chiedendo la riduzione delle donazioni elargite nei confronto della sorella.

Il Tribunale accertata l’entità dei beni relitti e dei beni donati, ha determinato la quota di riserva ed ha riconosciuto il diritto dell’attrice di ricevere la totalità dei beni relitti. Quindi ha condannato la donataria, convenuta in riduzione, a pagare per equivalente quanto ancora necessario per soddisfare la quota di riserva spettante all’attrice.

La Corte di Appello ha convalidato la decisione di primo grado.

Avverso quest’ultima statuizione veniva proposto ricorso per cassazione.

Ordine da seguire nella riduzione delle disposizioni

Gli ermellini hanno ritenuto che in tema di tutela dei diritti del legittimario, le donazioni fatte in vita dal “de cuius”, qualora debbano essere oggetto di riduzione ai fini della reintegrazione della quota di riserva, si riducono a cominciare dall’ultima e risalendo via via alle anteriori. Tale ordine è tassativo ed inderogabile, cosicché non è permesso al legittimario di far gravare il peso della riduzione in modo diverso da quanto disposto dagli artt. 555, 558 e 559 c.c. e, pertanto, la scelta del legittimario di ridurre una donazione anteriore senza previamente aggredire quella più recente incontra il limite rappresentato dall’onere di scomputare dal valore della riduzione richiesta quello che il legittimario avrebbe potuto richiedere al donatario posteriore, cosicché lo stesso non può pretendere, in danno di un donatario anteriore, quanto potrebbe ricevere agendo in riduzione nei confronti del donatario più recente.

Conseguenze dell’inderogabilità dell’ ordine da seguire nella riduzione delle disposizioni

Pertanto dall’inderogabilità dell’ordine di riduzione delle disposizioni lesive consegue che: a) il legittimario che non ha aggredito tutte le disposizioni testamentarie lesive, non p ottenere, in danno dei convenuti, la quota di lesione a carico di chi non ha voluto o potuto citare in riduzione; b) il legittimario può richiedere ai donatari solo l’eventuale differenza fra la legittima, calcolata sul relictum e sul donatum, invero questi ultimi sono al riparo da ogni pretesa, qualunque sia stata la scelta del legittimario nei riguardi dei coeredi e beneficiari di eventuali disposizioni testamentarie; c) il legittimario non può riprendere dal donatario anteriore quanto avrebbe potuto ottenere dal donatario posteriore: se la donazione posteriore è sufficiente le anteriori non sono riducibili, anche se la prima non sia stata aggredita in concreto con l’azione di riduzione.

Difesa della proporzionalità tra quota e porzione

Se dal calcolo operato secondo il disposto secondo l’art. 556 c.c., risulta che la disponibile è stata sfruttata totalmente in vita con donazioni, il fatto che la donazione più recente ha un valore più basso della quota di eredità, eventualmente spettante al donatario in forza del testamento, non la sottrae dalla riduzione. La difesa della proporzionalità fra quota e porzione è assicurata, nei rapporti indicati dall’art. 737 c.c., dalla collazione, mentre la riduzione non ha altra scopo che la reintegrazione della quota di riserva eventualmente lesa dalla donazione.