L'obbligo di mantenimento non rivive se il figlio maggiorenne perde il lavoro

L’obbligo di mantenimento non rivive se il figlio maggiorenne perde il lavoro

L’obbligo di mantenimento non rivive se il figlio maggiorenne perde il lavoro. Invero nel momento in cui il figlio  raggiunge la capacità economica e conseguentemente l’indipendenza economica,  perde definitivamente il diritto a ricevere il mantenimento dal genitore. Infatti l’obbligo del genitore di versare l’assegno di mantenimento dei figli maggiorenni cessa nel momento in cui questi ultimi, trovando una occupazione, raggiungono l’indipendenza economica a prescindere dalle successive vicende del rapporto lavorativo.   E’ questo quanto emerge dall’ordinanza della Corte di Cassazione 14 marzo 2017, n. 6509.

Il figlio maggiorenne, che lascia un lavoro a tempo indeterminato per trovare poi una occupazione a tempo determinato, una volta perso il lavoro non può pretendere che il genitore continui a versagli il mantenimento in precedenza dovuto. Non è solo l’età di per se considerata a determinare l’esclusione di ogni tipo di mantenimento, semmai è l’aver conseguito una occupazione lavorativa stabile a determinare la  caducazione definitiva del diritto a ricevere l’assegno di mantenimento. E questa conclusione vale anche allorquando la decisione di cambiare il lavoro dipende da problemi psichici del figlio. Di talché, al di là delle condizioni di salute, l’obbligo di mantenimento non rivive se il figlio maggiorenne perde il lavoro.

Pertanto la suprema corte ha confermato la sentenza della Corte d’appello che, dopo avere considerato l’età in sé della figlia, ha argomentato in ogni caso rilevando che, interpretando quanto dichiarato dalla madre in sede di audizione presidenziale, si doveva ritenere che la figlia avesse lasciato il precedente lavoro a tempo indeterminato, per trovare poi un’occupazione a tempo determinato, da qui l’applicazione del principio secondo cui, una volta raggiunta la capacità lavorativa, e quindi l’indipendenza economica, la successiva perdita dell’occupazione non comporta la reviviscenza dell’obbligo del genitore al mantenimento (così le pronunce della  Corte di  Cassazione del 28/1/2008, n. 1761 e del 2/12/2005, n. 26259)