Infortunio sulle vie del lavoro

Infortunio sulle vie del lavoro

L’ infortunio sulle vie del lavoro trova la sua protezione attraverso l’assicurazione obbligatoria gestita dall’Inail.  In tal caso è necessario e sufficiente che ricorra l’occasione di lavoro intesa in senso funzionale. Quindi anche laddove non possa configurarsi un’ipotesi di infortunio in itinere, le tutele assicurative dell’Inail trovano applicazione  in tutte le  ipotesi di infortunio sulle vie del lavoro, come ad esempio allorquando il lavoratore subisce un infortunio   percorrendo la strada che collega la sede di lavoro ad altro luogo, dove si sta recando per motivi di lavoro.

Questo in sintesi quanto confermato dalla Corte di Cassazione, Sez. VI, con l’ordinanza 30874 del 26.11.2019.

Giudizio innanzi al Tribunale

La vicenda riguarda la morte di un lavoratore a seguito di un incedente avvenuto mentre andava dalla propria sede di lavoro ad altra cittadina per stipulare un contratto.

La vedova agiva in giudizio per ottenere il riconoscimento  delle prestazioni a lei spettanti in  qualità di superteste in conseguenza della morte del congiunto a seguito dell’ infortunio sulle vie del lavoro.

Il giudice di prime cure accoglieva la domanda, mentre il giudice d’appello, su gravame dell’Inail, in riforma della sentenza di primo grado rigettava la richiesta della donna.

Giudizio di Appello

Secondo il giudice di seconde cure nel caso di specie non ricorreva un’ipotesi di infortunio c.d. in itinere non essendo l’uomo deceduto mentre si recava da cassa al lavoro o viceversa, bensì mentre si recava dalla sede di lavoro alla sede di un ente per la firma di un contratto. Inoltre secondo la Corte territoriale  firmare un contratto non rientrava in un’attività materiale ma imprenditoriale che l’uomo  avrebbe svolto, non già come di dipendente, ma nella sua qualità di  presidente del Consiglio di amministrazione della cooperativa presso cui lavorava.

Giudizio innanzi alla Corte di Cassazione

Avverso quest’ultima sentenza veniva proposto ricorso per cassazione.

La Suprema Corte ha accolto l’impugnazione del coniuge superstite ritenendo che il caso de quo rientrasse nell’ambito dell’ infortunio sulle vie del lavoro.

Principi di diritto

Invero l’art. 2 del D.P.R. n. 1124 del 1965, in tema di assicurazione sociale obbligatoria gestita dall’Inail, copre tutti i casi di infortunio avvenuto per causa violenta “in occasione del lavoro”,  sempre che  cagionino un’inabilità al lavoro superiore a tre gironi. Infatti nella nozione di occasione di lavoro rientrano tutti i fatti, anche straordinari ed imprevedibili, inerenti all’ambiente, alle macchine, alle persone, al comportamento colposo dello stesso lavoratore, ivi compresi gli spostamenti funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa; con l’avvertenza che sotto quest’ultimo aspetto devo ritenersi protette non solo le attività manuali tipiche ma anche quelle preparatorie, accessorie o connesse, purché indispensabili alla prestazione lavorativa, con l’unico limite del rischio elettivo, inteso come tutto ciò che sia estraneo e non riguardante l’attività lavorativa e dovuto ad una scelta arbitraria del lavoratore.

Indennizzabilità dell’ infortunio sulle vie del lavoro

Pertanto per l’indennizzabilità  dell’infortunio è sufficiente e necessario che ricorra l’occasione di lavoro intesa in senso funzionale. Di talché è invocabile nel caso di infortunio in itinere e in tutte le ipotesi di infortunio sulle vie del lavoro.

Inoltre gli ermellini hanno escluso che l’attività della vittima andasse qualificata come attività imprenditoriale svolta dal defunto come presidente del Consiglio di amministratore anziché come semplice attività di lavoratore dipendente. In altre parole la Corte territoriale, secondo i giudici di ultima istanza, ha trascurato di attribuire qualsiasi effetto al concorrente contratto di lavoro e di considerare la sua proiezione sul terreno assicurativo. Pertanto il defunto in quanto anche socio lavoratore della cooperativa doveva considerarsi come tale, secondo l’insegnamento delle Sezioni Unite, senza poter operare alcuna distinzione tra lavoratori assunti dalla società per conto terzi e lavoratori rientranti nello scopo mutualistico. A ciò consegue che anche soci lavoratori è assicurata la tutela previdenziale e la contribuzione propria del tipo di lavoro effettivamente svolto.

Irrilevanza della distinzione tra attività giuridica e attività materiale

Sulla base di questo ragionamento è di solare evidenza che nel momento in cui un lavoratore dipendente deve ritenersi assicurato sul piano soggettivo, ai sensi dell’art. 1, 4 e 9 del T.U. 1124/1965, in forza dell’attività svolta secondo il contratto di lavoro, l’indennizzabilità del singolo infortunio  soggiace alla verifica dell’esistenza del solo presupposto dell’occasione di lavoro. Mentre non è subordinata all’ulteriore verifica della particolarità dell’attività svolta in quel momento (quindi senza possibilità di operare la distinzione tra attività giuridica e attività materiale). Tutto ciò perché rientra nella protezione assicurativa gestita dall’Inail qualsivoglia attività riconducibile nell’alveo di quella lavorativa.

L’infortunio rilevante ai fini dell’indennizzabilità

Invero come ribadito dai Supremi Giudici l’occasione di lavoro di cui all’art. 2 del D.P.R. n. 1124/1965 non prevede necessariamente che l’infortunio avvenga durante lo svolgimento delle mansioni lavorative tipiche in ragione delle quali è stabilito l’obbligo assicurativo, essendo indennizzabile anche l’infortunio determinatosi nell’espletamento dell’attività lavorativa ad essa connessa, in relazione al rischio non proveniente dall’apparato produttivo ed insito in una attività prodromica e comunque strumentale allo svolgimento delle medesime mansioni, anche se riconducibile a situazioni ed attività proprie del lavoratore (perché connesse con le mansioni lavorative), con il solo limite, in quest’ultima ipotesi, del cd. rischio elettivo dovendosi dare rilievo, in attuazione dell’art. 38 Cost., non già, restrittivamente, al cd. rischio professionale, come tradizionalmente inteso, ma a tutti gli infortuni, ivi compreso l’ infortunio sulle vie del lavoro, che si trovano in stretto rapporto di connessione con l’attività produttiva.

Pertanto, sulla base di questi principi, la Corte di vertice ha ammesso l’indennizzabilità dell’ infortunio sulle vie del lavoro, ossia degli infortuni  che si verifica durante gli spostamenti per motivi di lavoro.