Incidente causato da buca stradale

Incidente causato da buca stradale

L’ incidente causato da buca stradale non sempre è imputabile alla responsabilità dell’ente custode della strada.

Incidente causato da buca stradale tra false convizioni e cruda realtà

Sussiste, ormai, la convinzione che quando si perde il controllo dell’autovettura o del motociclo, ovvero si cada, a  causa di una buca esistente sul manto stradale ricoperta da ciglio erboso, da foglie o di qualsiasi altra cosa, l’ente custode della strada  è tenuto a risarcire tutti i danni subiti.

Si tratta di una convinzione che non si confà con una società moderna, in cui anche l’utente della strada deve rispondere, secondo il principio di autoresponsabilità, delle conseguenze del proprio imprudente comportamento. Questo è un principio di civiltà che costuisce la frontiera estrema della responsabilità,  destinato a corroborare l’altra funzione della responsabilità civile, che affianca qualla reintegrativa, ovvero sia la funzione preventiva. Quest’ultima mira a costituire un incetivo per l’adozione delle misure di prevenzione ragionevoli per ridurre la frequenza degli incidente, ed è diretta a ridurre i costi sociali ed a scoraggiare anche quelle condotte che determinano in modo del tutto autonomo il danno. L’obiettivo, da un lato, è quello di garantire il giusto risarcimento a chi non  ha contribuito  nella causazione dell’ incidente causato da buca stradale, dall’altro, di escludere ogni intervento compensatico  qualora l’occasione del sinistro trovi la sua radice in un evento eccezionale che può essere costituito dal comportamento della vittima stessa.

D’accordo! Tutti vorremmo che le strade fossero come campi da biliardo, ma così non è. Di questo dobbiamo prendere atto. E secondo il principio di autoresponsabilità, che incombe su ciascuno di noi, dobbiamo sempre tener presente di essere tenuti in ogni caso ad adottare particolari cautele idonee ad evitare l’evento dannoso. Segnatamente l’utente della strada ha l’onere di prestare peculiare attenzione nell’uso ordinario del bene demaniale, onde salvaguardare la propria incolumità e quella dei propri beni.

Si tratta di buon senso. Invero la giustizia si fonda su norme che, innanzitutto, riflettono  il buon senso. Ma se le risorse per farla funzionare non si trovano (occorrerebbero più giudici, più personale, moderni apparati digitali etc.), il buon senso dovrebbe potersi reperire in ciascuno di noi.

Ed è questa l’unica bussola che ci guida in una materia così importante nell’ambito di una  società non più liquida, ma liquefatta.

Quindi, tornado alla questione di cui si sta discorrendo, la vittima dell’ incidente causato da buca stradale deve essere consapevole che la presunzione su cui regge la responsabilità dell’ente custode (che non si fonda sull’esistenza di una specifica colpa) è una presunzione non assoluta.

Ma cosa vuol dire che siamo di fronte ad  una presunzione non assoluta?

Semplicemente che la stessa ammette la prova contraria. E questa può essere data con ogni mezzo. E, soprattutto, che rientra nella  valutazione di competenza del giudice investito della questione lo stabilire se le risultanze di causa siano tali da consentirne il superamento. E ad onor del vero, a tale risultato il giudicane può pervenire anche facendo leva su presunzioni semplici, e cioè su argomenti di carattere logico, così come sul notorio. Quindi senza necessità che la Pubblica Amministrazione debba dare la prova positiva di circostanze che determinino il concorso di colpa del danneggiato o che integrino il caso fortuito.

Quest’ultimo consistendo in eventi straordinari ed imprevedibili che si presentano con una forza tale da elidere la colpevolezza dell’ente, può ben consistere anche nel comportamento del danneggiato.

Comportamento, quindi, che può escludere la risarcibilità del danno, così come ridurne l’ammontare a seconda delle circostanze concrete.

Di talché l’impossibilità di configurare il fortuito, non impedisce di ravvisare gli estremi del concordo di colpa del danneggiato.

Caso concreto

Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, Sez. III, sentenza n. 31450 del 03.12.2019, la ragione del concorso colposo della vittima dell’ incidente causato da buca stradale  è stata identificata da una andatura non moderata alla quale procedeva con il suo ciclomotore in un contesto di busche ben visibili e comunque di uno stato dei luoghi ben conosciuto, visto che la residenza della vittima era poco distante dal luogo del sinistro.

Pertanto il conducente vittima di incidente causato da buca stradale deve fare attenzione a tenere una condotta di guida attenta  nel percorrere il tratto di strada con una andatura adeguata allo stato dei luoghi. Eventualmente, anche, al dì sotto, e di molto, dei limiti di velocità indicati dall’autorità.

La vicenda infine si caratterizza anche per la richiesta di risarcimento della perdita della capacità lavorativa specifica della vittima. Sul punto la soccombenza dell’automobilista è stata totale.

Risarcimento per pedita della capacità lavorativa spcifica della vittima

Il buon senso soccorre ancora.

Invero dinnanzi a siffatta pretesa, va ribadito, che se i postumi permanenti si presentino di modesta entità -come quelli riscontrati nel caso di specie, ove era stato accertato un danno biologico permanente nella misura del 7% – essi non producono di regola un danno patrimoniale, ma vanno a costituire mere componenti del danno biologico, e, quindi, non si traducono in una proporzionale riduzione della capacità lavorativa specifica. Ciò non toglie, ovviamente, che il danneggiato, di fronte a questa massima di esperienza, non possa dimostrare che il danno,  pur lieve, ha avuto una concreta incidenza sulle sue possibilità di guadagno futuro.