Esecuzione del testamento olografo falso

Esecuzione del testamento olografo falso

L’ esecuzione del testamento olografo falso pur se proveniente dagli eredi pretermessi, perché ritenuto conforme alla volontà del de cuius, non comporta la sanatoria del testamento in quanto esso è inesistente e non semplicemente nullo. Dunque non trova applicazione l’art. 590 c.c. secondo il quale la nullità della disposizione testamentaria non può essere fatta valere da chi, conoscendo la causa della nullità, ha, dopo la morte del testatore, confermato la disposizione o dato ad essa volontaria esecuzione.

Questo è quanto confermato dalla Corte di Cassazione, Sez. VI, con l’ordinanza n. 10065 del 28.05.2020.

La vicenda

La vicenda ha origine in dissidi insorti, come spesso accade, tra i legittimari dopo che gli stessi alla volontaria esecuzione del testamento olografo falso e lesivo della quota di legittima di alcuni di essi.

In particolare la scheda testamentaria non era stata vergata dalla defunta ma da una delle figlie, da ciò ne doveva discendere la sua inesistenza e la conseguente apertura della successione legittima.

La decisione di secondo grado

In particolare, la Corte di Appello Meneghina confermava la sentenza del tribunale del capoluogo lombardo adito da uno dei figli della testatrice per far dichiarare la non autenticità della scheda testamentaria redatta dalla madre che aveva designato come unico erede il proprio coniuge nonché padre dell’attore.

Applicazione dell’art. 590 c.c.

La sentenza di prime cure sul rilevo che l’attore aveva prestato adesione e acquiescenza alle disposizioni del testamento, con espressa rinuncia ad ogni eccezione o riserva al riguardo, aveva ritenuto operasse la sanatoria di cui all’art. 590 c.c.

La corte territoriale avallava la decisione ritenendo che la consapevole esecuzione del testamento olografo falso permetteva l’applicazione di quanto previsto dalla norma da ultimo citata.

Il giudice di seconde cure osservava che, da un lato, la non autenticità della scheda era nota a tutti gli interessati, che vi avevano aderito nella consapevolezza che il contenuto del testamento fosse conforme alla volontà della de cuius, e ,dall’altro, come l’iniziativa postuma dell’attore trovava la sua origine in dissidi insorti con il padre a causa della richiesta da parte di quest’ultimo di rilascio di un immobile compreso nell’eredità concessi ad una società riconducibile all’attore.

Avverso la sentenza veniva proposto ricorso per cassazione.

La soluzione del giudice di vertice

La Suprema Corte ha accolto per la manifesta violazione dell’art. 590 c.c.

Infatti per costante insegnamento della giurisprudenza di vertice la norma testé richiamata nel prevedere la possibilità di conferma od esecuzione di una disposizione testamentaria nulla da parte degli eredi, presuppone, per la sua operatività, l’oggettiva esistenza di una scheda testamentaria, che sia comunque il frutto della volontà del de cuius, pertanto l’art. 590 c.c. non trova applicazione nel caso di accertata sottoscrizione non vera del testamento, che esclude ogni possibilità di ricondurre di esso al defunto.

Irrilevanza della volontaria esecuzione del testamento olografo falso

Pertanto una volta accertata la falsità della scheda testamentaria la corte territoriale non avrebbe dovuto far applicazione del meccanismo di sanatoria dell’art. 590 c.c., non avendo alcuna rilevanza né la consapevolezza dei dichiaranti che il testamento fosse falso, né l’indagine volta a stabilire che la scheda fosse conforme alla volontà espressa in vita della defunta.

Nè, il giudice di seconde cure, avrebbe potuto trarre argomentazioni valide dalla configurazione nella fattispecie di un testamento privo di firma in quanto si è in presenza non di una scheda incompleta ma di scheda falsa.

Esclusione della configurabilità di un ipotesi di testamento orale

Né è possibile, secondo gli ermellini, configurare un’ipotesi di testamento orale (cd. Testamento nuncupativo) rispetto al quale è controverso se sia suscettibile di conferma ai sensi dell’art. 590 c.c.

Ma il problema non è stato esaminato dalla corte di vertice, in quanto la corte territoriale non aveva preso in considerazione una siffatta ipotesi. Invero quest’ultima aveva assunto come oggetto di convalida una dichiarazione scritta non autentica e non un atto di ultima volontà orale.

Volontaria esecuzione del testamento olografo falso

Alla luce di quanto esposto, la corte di Cassazione ha ritenuto che la volontaria esecuzione del testamento olografo falso da parte degli eredi pretermessi perché ritenuto comunque conforme alla volontà del testatore, non comporta la sanatoria dell’atto in quanto esso è inesistente e non semplicemente nullo.