Donazione del diritto di nuda proprietà

Donazione del diritto di nuda proprietà

La donazione del diritto di nuda proprietà su un bene immobile riguardo al quale il donante si sia riservato — vita natural durante — l’usufrutto, dà luogo ad un atto di liberalità inidoneo a costituire nella successione mortis causa del donante una donazione indiretta esposta fondatamente e proficuamente all’azione di riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni. Questo perché solo successivamente alla morte del donante può aversi l’effetto espansivo del diritto in titolarità del donatario, che da nuda proprietà si estenda al diritto di piena proprietà sul bene  (ricongiungendosi, esaustivamente, la situazione giuridica soggettiva iniziale al diritto di usufrutto) Ne consegue che tale effetto ed esito avviene non certo per una disposizione testamentaria né per una donazione del diritto di usufrutto a favore di un presunto donatario — atto di liberalità ex se inesistente — bensì per l’efficacia ex lege e la conseguenza necessaria di un atto verificatosi — all’attualità — inter vivos e non altrimenti definibile, né imputabile alla volontà del de cujus rilevante a fini successori.

Questo è quanto ribadito, in tema di riduzione della donazione del diritto di nuda proprietà di un immobile, dal Tribunale Ordinario di Bologna, Sezione Prima Civile, con la sentenza del 07/07/2021 n. 2359.

In senso conforme Cass. Civ., Sez. II, Sentenza 12.09.2002, n. 13310, in Arch. Civ., 2003, 847 ; in Gius, 2003, 2, 207 ; in Notariato, 2003, 6, 580 con nota di Capilli ; Cass. Civ., Sez. II, Sentenza 12.05.1999, n. 4698, in Notariato, 1999, 5, 409 ; in Notariato, 2000, 2, 138 con nota di Sartore ; Cass. Civ., Sez. II, Sentenza (ud. 22.10.2013) 02.12.2013, n. 26991 .