Aggiunta della data nel testamento olografo

Aggiunta della data nel testamento olografo

L’ aggiunta della data nel testamento olografo, ovvero del luogo della sua redazione, operata da terzi  durante la redazione di esso determina la nullità del testamento.

Questo è quanto affermato dalla Corte di Cassazione, sez. II, con la sentenza n. 27414 del 29.10.2018.

La vicenda riguarda la manomissione di un atto di ultima volontà attraverso l’ aggiunta della data nel testamento olografo, ad opera di una mano diversa rispetto a quella che aveva redatto l’intero testamento, che aveva istituito erede universale solo uno dei fratelli del de cuius.

Pertanto gli altri fratelli con atto di citazione contestavano l’esistenza di un valido testamento, per l’evidente manomissione compiuta con  l’ aggiunta della data nel testamento olografo, disconoscendo altresì la scrittura e la sottoscrizione del testatore. Di talché  gli attori chiesero che fosse dichiarata l’inesistenza o la nullità dell’impugnato testamento, con la conseguente apertura della successione ab intestato  e divisione dei beni facenti parte dell’asse ereditario tra tutti i chiamai alla successione.

Si costituiva in giudizio il fratello  istituito erede universale  con il testamento impugnato sostenendo che l’atto era stato redatto di pugno dal de cuius, che poi glielo aveva consegnato in busta chiusa. Pertanto il convenuto richiedeva il rigetto della domanda degli attori o, in subordine, il rimborso pro quota di quanto speso per onorane funebri, sepoltura, erogazioni varie ed imposte di successione.

A seguito di CTU calligrafica veniva accertata l’ aggiunta della data nel testamento olografo.

Con sentenza il Tribunale di Benevento, per quanto qui interessa, dichiarava nullo il testamento e quindi l’apertura della successione ab intestato.

Avverso la sentenza di primo grado veniva proposto appello. La corte partenopea rigettava l’appello. Secondo i giudici di seconde cure avevano ritenuto che il Tribunale aveva fatto corretta applicazione del principio per il quale il testamento olografo, per essere valido ed efficace ex art. 602 c.c., necessità dell’autografia non solo per la sottoscrizione, ma anche per la data e per l’intero testo, senza distinzione alcuna, non operando quindi nella specie l’ipotesi di annullabilità ex art. 606, comma 2, c.c.

Proposto ricorso per cassazione, gli ermellini hanno confermato che l’ aggiunta della data nel testamento olografo, ovvero del luogo della sua redazione, operata da terzi  durante la redazione di esso determina la nullità del testamento.

Invero, in base al combinato disposto degli artt. 602 e 606 si ricava che il testamento olografo è nullo se manca l’autografa o la sottoscrizione del testatore. L’art. 602, in particolare, prescrive che il testamento olografo deve avere la data (“giorno, mese e anno”) scritta di pugno dall’autore delle disposizioni testamentarie.

L’eventuale omissione o incompleta indicazione della data comporta l’annullabilità del testamento olografo, la quale può essere fatta valere, nel termine di 5 anni dalla data in le disposizioni testamentarie hanno avuto esecuzione, da chiunque vi abbia interesse.

Se però risulta che   l’ aggiunta della data nel testamento olografo è intervenuta, ad opera di un terzo, durante la redazione di esso, il testamento non è annullabile, ma nullo per difetto di complessiva autografia, la quale va esclusa ogni volta un terzo abbia scritto una sola parola durante la confezione del negozio mortis causa, senza che neppure assuma rilievo, peraltro, l’importanza sostanziale della parte etorografa ai fini della nullità dell’intero testamento e, pertanto, deve essere esclusa quando tale data o testo risultino in tutto od in parte opera pure di altra persona.

Solamente ove sia accertato in fatto che l’alterazione di un testamento olografo da parte di terzi sia avvenuta dopo l’integrale redazione di esso da parte del testatore, il negozio conserva il suo valore, sempre che la stessa alterazione non sia tale da impedire l’individuazione dell’originaria, genuina volontà che il testatore abbia inteso manifestare nella relativa scheda.

Quindi, per la Suprema Corte,  la corte di merito  ritenendo che  l’ aggiunta della data nel testamento olografo sia stata il frutto di un’inserzione attuata da un terzo nel corpo delle disposizioni testamentarie durante la redazione dello stesso, e da tale ingerenza sulla scrittura del testatore ha tratto la coerente conclusione della nullità dell’intero testamento.