affidamento condiviso e decisioni di maggiore demandate ad un terzo a protezione del fanciullo

Affidamento condiviso e decisioni di maggiore importanza per il figlio demandate ad un terzo nominato a protezione del fanciullo

In caso di elevata conflittualità tra genitori, tale da evidenziare l’incapacità degli stessi  di assumere concordemente le decisioni di maggiore importanza per il figlio,  il Tribunale nel disporre l’affido condiviso può designare,  così come pure previsto dall’articolo 337 bis c.c., una figura alternativa cui demandare  le decisioni di maggior rilievo per il figlio.

Facendo applicazione di questo principio di diritto, il Tribunale di Reggio Emilia, nell’esaminare la fattispecie concreta, non ha ritenuto conforme all’interesse del minore, affetto da autismo, il forte disaccordo dei genitori in ordine al percorso riabilitativo da seguire, delegando ad un terzo le decisioni di maggiore interesse per il minore.

La decisione è stata giustificata anche “dalla constatazione che l’impegno di cura e assistenza richiesto” dal fanciullo  “è decisamente assorbente e faticoso dal punto di vista psichico da risultare talvolta insostenibile sia per la madre quale genitore collocatario, sia di difficile gestione da parte del padre, che svolge l’attività lavorativa sulla quale si fonda il sostentamento della famiglia, la cura ed assistenza prestata alla figlia e che è risultato scontare, nonostante il tempo trascorso dalla separazione, ancora attuali e consistenti difficoltà a sviluppare un minimo dialogo con la moglie sull’argomento, probabilmente anche in ragione del comune stress che come genitori di un figlio autistico stanno affrontando dalla scoperta del disturbo e nella gestione della crescita del figlio”.

Per tali motivi il collegio ha reputato  di attribuire “le decisioni di maggior rilievo involgenti il percorso riabilitativo e di sostegno, predisposto in ragione delle condizioni di salute” del ragazzo, alla corresponsabilità della Neuropsichiatria infantile e del Centro autismo,  demandando al Servizio sociale la vigilanza dell’attuazione del suddetto percorso.

Trib. Reggio Emilia, sez. I civ., sentenza 11 giugno 2015 (Pres., rel. Annamaria Casadonte) in Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 13440 – pubb. 05/10/2015