Separazione: curatore speciale dei bambini

Separazione: curatore speciale dei bambini

Un  curatore speciale dei bambini può essere nominato nell’ambito del giudizio di separazione, qualora tra genitori e figli si crei un conflitto di interessi,  che può essere emergere nel contegno processuale delle parti che tendano ad impedire al giudice una adeguata valutazione dell’interesse del minore ovvero tendano frapporsi alla libera prospettazione del punto di vista del minore in sede di ascolto da parte del giudice.

Questo è quanto affermato dal Tribunale di Torino con il decreto del 21 dicembre 2018.

La vicenda riguarda due minori coinvolti in un procedimento di limitazione della responsabilità genitoriale davanti al Tribunale per i minorenni, il quale, dopo aver nominato un curatore speciale dei bambini, dichiarava la propria incompetenza a provvedere ulteriormente a tutela dei predetti minori, alla luce della pendenza del procedimento di separazione giudiziale tra i genitori dei minori stessi.

Il tribunale di Torino investito della causa di separazione ha condiviso la nomina di un curatore speciale dei bambini, evidenziando la necessità, conformemente  all’insegnamento della Suprema Corte, che i minori siano adeguatamente rappresentati nei giudizi che li riguardano attraverso un curatore speciale dei bambini, sia davanti al Tribunale per i minorenni sia davanti a quello ordinario, in tutte le situazioni che danno luogo ad un conflitto di interessi con coloro che per legge li rappresentano, ossia i genitori. Infatti i minori, in questi procedimenti, devono essere considerati parte processuale che possono e devono contribuire alla definizione del procedimento che li riguardano, anche attraverso l’ascolto.

Di conseguenza, il tribunale ha aderito a quell’indirizzo giurisprudenziale secondo cui: il giudizio di separazione, nel quale vengono adottati provvedimenti che concernono i minori,  non determina automaticamente, nel caso di rilevante conflitto tra le parti in causa, una situazione di conflitto di interesse fra  genitori e figli.  Dovendosi ritenere che tale conflitto possa determinarsi in concreto in relazione a comportamenti processuali delle parti che tendano a impedire al giudice una adeguata valutazione degli interessi dei minore ovvero a frapporsi alla libera prospettazione del punto di vista dei minori in sede di ascolto da parte del giudice. Si tratta, in questi casi, di una situazione di conflitto che richiede la nomina di un curatore speciale dei bambini la cui individuazione è rimessa alla valutazione del giudice di merito.

Nel caso sottoposto all’esame del tribunale, il conflitto è stato ritenuto sussistente, non solo in virtù della decisione del Tribunale per i minorenni, ma anche sulla base del fatto che i minori erano inseriti in una comunità socio educativa insieme alla madre, obbligata a permanervi sulla scorta del provvedimento del Tribunale per i minorenni, che non era stato revocato né impugnato.

Segnatamente, in questo contesto,  la nomina del curatore speciale dei bambini, a parere del Tribunale, ha trovato la sua giustificazione nel comportamento della madre, la quale minimizzava – mentre era in corso la valutazione dei Servizi sociali sulle capacità genitoriali di entrambi i genitori – il comportamento del padre dei bambini (il quale era sottoposto a misure restrittive penali)  e soprattutto gli effetti negativi di essi sui bambini.

Pertanto il Tribunale ha confermato la nomina del curatore speciale dei bambini, sollecitando i Servizi Sociali all’invio della relazione sul percorso comunitario della mamma insieme dei minori e sulle loro prospettive future, con particolare riguardo alle eventuali dimissioni e ai necessari interventi di sostegno e controllo.