La stabile convivenza impone la revoca dell’assegno divorzile

La stabile convivenza impone la revoca dell’assegno divorzile

La stabile convivenza impone la revoca dell’assegno divorzile, infatti l’instaurazione di una convivenza senza vincolo di matrimonio  con altra persona costituisce un fatto sopravvenuto che  legittima la revisione delle condizioni di divorzio ex art. 9 l.d.

Questo è quanto ribadito dalla Corte di Cassazione, Sez. I, con l’ordinanza n. 5914 del 28.02.2019.

A seguito dell’instaurazione di una convivenza more uxorio, l’ex marito, tenuto a versare l’assegno divorzile, chiedeva al Tribunale la revisione delle condizioni di divorzio, in particolare, di disporre la cessazione dell’obbligo di corrispondere all’ex moglie l’assegno divorzile. Il Tribunale respingeva la domanda. Tale decisione veniva confermata dalla Corte di Appello, sul presupposto che l’ex marito non aveva comprovato un fatto sopravvenuto legittimante il cambiamento delle condizioni economiche del divorzio.

Segnatamente la corte territoriale riteneva irrilevante a tal fine che la beneficiaria dell’assegno avesse instaurato una convivenza more uxorio con altra persona, ritenendo necessaria la dimostrazione da parte dell’ex coniuge onerato, che tale convivenza avesse influito positivamente sulla situazione economica dell’avente diritto.

La Corte di Cassazione investita della questione, ha riformato la decisione di seconde cure, ribadendo che  la stabile convivenza impone la revoca dell’assegno divorzile.

Invero la costituzione di una nuova famiglia, seppur di fatto, rescinde ogni connessione con la pregressa convivenza matrimoniale, facendo venir meno qualsivoglia presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge.

In tal caso, quindi, il diritto a percepire l’assegno di divorzio viene per sempre eliminato.

Infatti la formazione di una famiglia di fatto – quale formazione sociale stabile e duratura, in cui svolge la personalità dell’individuo, tutelata a livello costituzionale ai sensi dell’art. 2 cost. – è una scelta esistenziale, libera e consapevole, caratterizzata dalla piena accettazione del rischio di una sua interruzione. Con la conseguenza che la sua fondazione fa cessare ogni residua solidarietà post-coniugale con l’altro coniuge, il quale ha tutto il diritto di vedersi esonerato per sempre da ogni obbligo.

Di talchè, la successiva cessazione della convivenza di fatto non fa rivivere il diritto all’assegno divorzile.

Questo sta a significare, come ribadito dalla Corte regolatrice, che la stabile convivenza impone la revoca dell’assegno divorzile, in quanto essa integra  un fatto sopravvenuto che, recidendo in modo definitivo il la solidarietà post-coniugale, giustifica la revisione delle condizioni ex art. 9 l. d.