Il criterio della autosufficienza economica si applica solo con la sentenza

Il criterio della autosufficienza economica si applica solo con la sentenza

Ai fini del riconoscimento dell’assegno divorzio il criterio della autosufficienza economica si applica solo con la sentenza che dichiara il divorzio, ma non prima. Il nuovo indirizzo giurisprudenziale  di  escludere l’assegno divorzile ogni qualvolta che l’altro coniuge  abbia conseguito o sia in condizioni di conseguire l’autosufficienza economica, non può essere applicato nella fase presidenziale, in quanto il presidente non è chiamato ad anticipare il giudizio sulla sussistenza o meno dei presupposti per il riconoscimento dell’assegno di divorzio,  ma solo a constatare  se nelle more si siano verificati fatti nuovi che consigliano di modificare le previsioni assunte in sede di separazione personale.

Questo è quanto ritenuto dalla Corte di Appello di L’Aquila con il decreto del 25.09.2018.

La vicenda riguarda un procedimento divorzile contraddistinto dall’adozione di una ordinanza presidenziale di esclusione del diritto del coniuge separato a continuare a percepire l’assegno di mantenimento, sulla base della potenziale capacità della donna di conseguire l’autosufficienza economica.

In particolare con reclamo ex art. 708, quarto comma, c.p.c. veniva impugnato il provvedimento del presidente del Tribunale di Chieti, che aveva adottato i provvedimenti urgenti, elidendo l’assegno di mantenimento previsto in favore della reclamante e disciplinando i tempi di incontro del padre con i figli.

Il provvedimento reclamato, evidentemente, aveva dato concreta applicazione al nuovo indirizzo giurisprudenziale secondo cui l’assegno divorzile non è dovuto tutte le volte che l’altro coniuge abbia conseguito o sia in condizioni di conseguire la piena indipendenza economica.

Secondo il collegio di seconde cure il presidente del Tribunale di Chieti aveva errato nella sua decisione in quanto il criterio della autosufficienza economica si applica solo con la  sentenza.

La Corte appurato che in sede di separazione alla donna era stato riconosciuto il diritto alla percezione dell’assegno di mantenimento pari a € 600,00, oltre all’assegno quale contributo al mantenimento dei figli, e che il reddito del coniuge obbligato nelle more aveva subito un incremento, ha reputato che non vi fosse motivo per  modificare le condizioni di separazione, che dovevano continuare ad essere rispettate.

Invero, per il collegio, il criterio della autosufficienza economica si applica solo con la sentenza, mentre nella fase presidenziale non può trovare applicazione, in quanto il Giudice non è chiamato a formulare un’anticipazione del giudizio relativo alla sussistenza dei requisiti per il riconoscimento dell’assegno di divorzio (che ha altri presupposti e deriva al mutamento di status e quindi alla pronuncia di scioglimento degli effetti del matrimonio), ma solo riscontrare se nelle more si siano verificati fatti nuovi, che consigliano di modificare le previsioni che erano assunte in sede di separazione.

Pertanto il criterio della autosufficienza economica si applica solo con la sentenza che dichiara il divorzio ma non prima, non essendo ancora intervenuto il mutamento di status.