Allontanamento dalla casa coniugale

Allontanamento dalla casa coniugale

L’ allontanamento dalla casa coniugale di per sé non è motivo sufficiente  per l’addebito della separazione. Invero l’abbandono del tetto coniugale, pur costituendo la violazione di un dovere matrimoniale, affinché possa condurre all’addebito deve essere la ragione della crisi del rapporto di coniugio e non semplicemente una delle conseguenze della già maturata intollerabilità della convivenza.

Questo è il principio fondamentale in tema di addebito ribadito dalla Corte di Cassazione, Sez. VI, con l’ordinanza n. 14591 del 28.05.2019.

La vicenda riguarda un giudizio di separazione che, in primo grado, si concludeva con l’addebito della stessa alla moglie in virtù del suo allontanamento dalla casa coniugale  e della relazione extraconiugale intrapresa. In appello la corte territoriale, riformava la sentenza di prime cure, ritenendo  la crisi coniugale antecedente alla violazione dei doveri coniugali imputati alla moglie. Inoltre il giudice di seconde cure escludeva la sussistenza del rapporto causale tra la relazione della donna e l’ allontanamento dalla casa coniugale che, viceversa,  imputava alla preesistente e duratura compromissione della serenità familiare e all’accesa conflittualità esistente tra i coniugi.

Impugnata la sentenza innanzi alla Suprema Corte, quest’ultima ha confermato che la sola trasgessione dei doveri coniugali non è idonea da sola a fondare una pronuncia di addebito, essendo necessario accertare se tale inosservanza abbia provocato il fallimento del rapporto matrimoniale, anziché essere, semplicemente, la manifestazione di una  già maturata situazione di intollerabilità della convivenza.

A tal proposito, in tema di accertamento della responsabilità di uno o entrambi i coniugi, spetta al coniuge, che richiede di addebitarsi la separazione all’altro,  di dare la prova della condotta e della riconducibilità dell’intollerabilità della prosecuzione della convivenza alla violazione dei doveri di cui all’art. 143 c.c.. Mentre chi vuole eccepirne l’inefficacia  deve dimostrare che la crisi di coppia era anteriore all’accertata violazione.

Sulla base di questi principi, gli ermellini hanno confermato la sentenza di seconde cure, in quanto quest’ultima aveva individuato  la radice della  separazione nella situazione di estrema e datata tensione tra i coniugi, sottolineando che siffatta tensione si era verificata anteriormente all’ allontanamento dalla casa coniugale.

Vedi anche “Abbandono della casa coniugale e addebito”