Abbandono della casa coniugale e addebito

Abbandono della casa coniugale e addebito

L’ abbandono della casa coniugale senza giusta causa determina l’addebito della separazione. Pertanto, va accolta la domanda di addebito della separazione nei confronti del coniuge che, nei mesi successivi alla data di celebrazione del matrimonio, abbandona ingiustificatamente la casa coniugale, con decisione unilaterale. Al fine di evitare l’accoglimento della domanda di addebito della separazione, il coniuge autore dell’allontanamento ha l’onere di dimostrare l’eventuale sussistenza di una giusta causa.

Questo è quanto emerge dalla sentenza del Tribunale di Asti n. 253 del 20.03.2017.

La vicenda riguarda la separazione  di una coppia a distanza di pochi mesi dalla celebrazione del matrimonio. A causa dell’ abbandono della casa coniugale da parte della moglie, il marito agiva in giudizio per ottenere la separazione personale dei coniugi con addebito alla moglie.

Il tribunale ha accertato che la causa esclusiva della crisi coniugale e della disgregazione del nucleo familiare era da individuarsi nel comportamento, contrario ai doveri nascenti dal vincolo di coniugio,  della moglie. Invero dopo solo qualche mese dalla celebrazione del matrimonio, questa aveva abbandonato la casa coniugale per decisione unilaterale e ingiustificata, rendendosi irreperibile e non fornendo al marito alcun recapito telefonico. Tanto è vero che da quel momento i coniugi si erano incontrati una sola volta per qualche ora, e in quell’occasione la moglie aveva abbandonato definitivamente la residenza coniugale, portando con sé i propri oggetti personali chiedendo espressamente al marito di non voler essere rintracciata né contatta.

Il tribunale ha ritenuto l’ abbandono della casa coniugale ingiustificato, in assenza di precedenti e diverse circostanze ostative alla protrazione dell’unità coniugale. Conclusione avallata dalla mancata dimostrazione, da parte della moglie rimasta contumace,  della sussistenza di una giusta causa a sostegno della propria condotta, anche in considerazione della prossimità della data di matrimonio.

La decisione in commento è conforme al principio di diritto affermato a più riprese  dalla suprema corte di cassazione secondo cui l’ abbandono dalla casa coniugale, ove attuato unilateralmente dal coniuge, cioè senza il consenso dell’altro coniuge, costituisce violazione di un obbligo matrimoniale ed è conseguentemente causa di addebito della separazione. Viceversa non da luogo ad addebito della separazione l’ abbandono della casa coniugale  legittimato da una “giusta causa”, vale a dire dalla presenza di una situazione di fatto di per sé incompatibili con la protrazione di quella convivenza, ossia tale da non rendere esigibile la pretesa di coabitare

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