Danno da caduta su strada dissestata

Danno da caduta su strada dissestata

Il danno da caduta su strada dissestata non può essere risarcito  se la buca è visibile. Deve essere escluso ogni addebito al comune se il motociclista subisce un danno da caduta su strada dissestata,  quando quest’ultimo ha la concreta possibilità di percepire e prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo che risulta dall’evidente dall’esistenza di un buca visibile. In tal caso non è configurabile alcuna insidia anzi è imposto alla vittima,  del danno da caduta su strada dissestata, una maggiore attenzione e prudenza.  

Questo è quanto, tra l’altro, è stato affermato dalla Corte di Cassazione, Sez. VI, con l’ordinanza n. 27724 del 30 ottobre 2018.

La vicenda riguarda un motociclista che percorrendo una strada dissestata di Ischia cadeva rovinosamente a terra a causa di una buca visibile. A seguito del subito danno da caduta su strada dissestata, la donna conveniva in giudizio il Comune per sentirlo condannare al risarcimento del danno.

Costituitosi il comune, il Tribunale dichiarava la responsabilità esclusiva dell’ente per il danno da caduta su strada dissestata subito dall’attrice, condannando il primo al risarcimento del danno.

L’istituto assicurativo proponeva appello, la corte partenopea, in accoglimento del gravame, dichiarava l’esclusiva responsabilità della motociclista nella produzione dell’incidente produttivo del danno.

Contro la sentenza d’appello, veniva proposto ricorso per cassazione. Per la ricorrente il subito danno da caduta su strada dissestata non poteva essere ascritto alla sua esclusiva condotta colposa.

La Suprema Corte ha confermato che il danno da caduta su strada dissestata non può essere risarcito  se la buca è visibile. In particolare ha sottolineato come la motivazione della corte territoriale si fondava sull’esclusione del nesso causale, interrotto dal caso fortuito, rappresentato nel caso de quo dalla colpa esclusiva della danneggiata.

Gli ermellini hanno ribadito il principio secondo cui l’utente della strada deve poter fare affidamento sull’apparente transitabilità della strada, ma tale principio  trova il suo limite in quello di autoresponsabilità, che impone all’utente di fare attenzione nell’uso ordinario e diretto del bene demaniale. Nel caso di cui si va discorrendo la Corte napoletana ha ritenuto che la buca era evitabile da parte dell’attrice che  avrebbe dovuto rendersi conto di percorrere un ampio tratto di strada, tutto dissestato e sconnesso, con la conseguenza che la buca sarebbe stata evitata dalla donna se avesse prestato la dovuta attenzione. Invero, sottolinea la corte come   la caduta era avvenuta in pieno giorno con forte luminosità, e la buca – posta al centro della carreggiata percorsa dalla motociclista – si presentava di ampie dimensioni e non era ricoperta da qualsivoglia materiale, pertanto mancava ogni presupposto per configurare un’ipotesi di insidia o trabocchetto.

Nel riaffermare la responsabilità esclusiva della motociclista per il danno da caduta su strada dissestata, gli ermellini ha puntualizzato come il caso fortuito, nel caso di specie,  è stato integrato dalla stessa condotta dell’attrice che ha usato il bene senza la normale diligenza e con affidamento soggettivo anomalo, tanto da rendere la cosa una mera occasione o “teatro” della vicenda produttiva di danno, in quanto la sua condotta ha assunto efficacia causale autonoma e sufficiente per la determinazione dell’evento lesivo, così da escludere qualsiasi rilevanza alla situazione preesistente.

Pertanto, per la corte, la motociclista dove essere considerata la responsabile esclusiva del subito  danno da caduta su strada dissestata, in quanto, anche nell’ambito della responsabilità oggettiva del comune, vi è l’imposizione di un dovere di cautela che incombe su chi entra in contatto con la cosa, secondo il principio di solidarietà (ex art. 2 cost.) che impone di adottare condotte idonee a limitare entro i limiti di ragionevolezza gli aggravi per i terzi, in nome della reciprocità degli obblighi derivanti dalla convivenza civile.

Conseguentemente, nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha ribadito che l’incauta condotta della danneggiata è stata l’unica causa da sola idonea a produrre il danno da caduta su strada dissestata,  e ha interrotto qualunque rapporto tra il fatto e la condizione della strada integrando così il caso fortuito. Di talché il collegio, alla luce della concreta possibilità per la motociclista di percepire e prevedere con la ordinaria diligenza la situazione di pericolo, che risultava evidente e che escludeva la configurabilità dell’insidia,  ha escluso la responsabilità del comune.

Cassazione Civile, Sez VI, Ordinanza n. 27724 del 30.10.2018

Vedi anche Caduta provocata da buche pericolose esistenti su area privata destinata a pubblico transito